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Stigmatizzato, evitato, supportato: come viene percepito nel mondo il ciclo mestruale

Tempo di lettura: 5 minuti Tempo di lettura
Ciclo mestruale nel mondo

Ci sono poche cose tanto comuni a tutti come il ciclo mestruale.
Il ciclo non dipende da nazionalità, razza o religione, almeno metà della popolazione mondiale condivide questa esperienza. E ancora di più, fin dall’albore dei tempi. E allora, perché l’argomento è ancora così stigmatizzato?

Per capire le origini di un taboo globale come quello sul ciclo mestruale, ho cercato di capire quello che si dice ancora in giro per il mondo di questo momento del mese. Le risposte che ho avuto sono diverse, scioccanti, per non dire alquanto bizzarre.

Non mi sorprende che le circostanze più difficili si trovino nei Paesi in via di sviluppo, dove sono tanti i fattori che contribuiscono a questa arretratezza, come il livello economico, i pregiudizi, il maschilismo dominante, le credenze religiose e la mancanza di istruzione.

In molti Paesi di Africa e Asia la mancanza di assorbenti sanitari e di condizioni igieniche adeguate comporta, per molte ragazze, un’astensione da scuola 4-5 giorni al mese.
Questo significa circa il 20% dell’intero anno scolastico, e dunque un danno significativo al loro livello di istruzione1. E l’istruzione è alla radice del problema. Quanto più si interviene nella giovane età di ragazzi e ragazze, tanto più si può fare qualcosa per limitare il pregiudizio e l’imbarazzo che costringe le ragazze ad allontanarsi da scuola durante quei giorni.

Sfortunatamente, ci sono zone in cui questa forma di pregiudizio ha un impatto anche peggiore sulla vita delle donne. Nelle aree rurali di Somalia e Pakistan, per esempio, le donne con il ciclo sono percepite come impure e per questo a loro è proibito entrare nelle Moschee e pregare2. In alcune zone dell’India, c’è una credenza diffusa in alcune comunità Indu, secondo cui una donna durante il ciclo non può entrare in contatto con il cibo perché lo farebbe andare a male3.

Le storie più estreme si leggono in Nepal, e sono legate alla tradizione del Chaupadi. Va detto che il governo Nepalese ha abolito la pratica nel 2005, ma è ancora assai diffusa in varie regioni del Paese. Alle donne con le mestruazioni non è permesso entrare o utilizzare acqua. È impedito anche il contatto con le altre persone. Molte donne sono costrette a lasciare le proprie case e vivere in capanni senza avere accesso a cibo e acqua pulita durante l’intero ciclo. Trovandosi senza riparo dalle intemperie e con il rischio di attacchi da parte degli animali, non stupisce come siano state tantissime le vittime di questa pratica, ora per fortuna in diminuzione4.

Altrove ci sono comunità che invece guardano al benefico apporto delle mestruazioni.
La popolazione indigena Cree del Canada organizza un momento di preghiera all’arrivo del ciclo mestruale che si conclude con una grande festa.
Mentre, le donne di una tribù del Borneo hanno un approccio molto pratico e vedono il ciclo semplicemente come il momento in cui un fluido deve essere evacuato dal corpo2. Direi che queste ragazze hanno qualcosa da insegnarci.

Dai fatti alle storie più bizarre, alcune delle quali in cerca di conferme.
Qualcuno crede che fare la doccia durante il ciclo possa rendere le donne infertili o che, addirittura, il sangue possa attrarre gli squali o i leoni, se non entrambi. Fortunatamente non li vedremmo arrivare insieme.
Tradizionalmente in Giappone alle donne non è permesso cucinare Sushi perché si ritiene che il ciclo possa alterare la percezione sensoriale legata al gusto2 (è successo anche a voi al ristorante giapponese?). Niente se paragonato a questa pratica popolare, detta hoodoo, che suggerisce di aggiungere il sangue mestruale nella tazzina del caffè dell’amato per farlo innamorare di noi5.

La buona notizia è che migliorano l’istruzione e l’accesso a prodotti sanitari.
Dai un’occhiata al nostro articolo sulle innovazioni sanitarie in via di sviluppo nel mondo per saperne di più.

Internet è colma di storie di donne coraggiose vissute nelle società più conservatrici che si battono per cambiare le regole del gioco.
Un gruppo di donne in India ha dato origine a Menstrupendia.com, per essere un punto di confronto e informazioni per le adolescenti sul ciclo mestruale. Sempre in India, una studentessa ha dato il via alla campagna #HappyToBleed che ha raggiunto migliaia di persone nel mondo. Insieme ad altri movimenti, la campagna ha contribuito a fare dichiarare il 2015 “l’anno del ciclo”. Un anno in cui le donne hanno combattuto intensamente i pregiudizi che le costringono a pratiche involute durante il periodo mestruale.
C’è ancora strada da fare, ma passi avanti sono stati fatti. Qualcuno vuole una tazza di the?

Fonti:

  1. https://www.actionaid.org.uk/about-us/periods-and-menstrual-hygiene/periods-and-girls-education/ Accessed on 05/06/17
  2. http://www.womenshealthmag.com/life/periods-around-the-world/ Accessed on 05/06/17
  3. http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-29727875 Accessed on 05/06/17
  4. http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-38559566 Accessed on 05/06/17
  5. http://metro.co.uk/2015/05/20/history-period-a-look-at-menstruation-through-the-ages-in-15-fascinating-facts-5204085/ Accessed on 05/06/17